Diocesi

La diocesi al Convegno Nazionale Vocazioni

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“Come se vedessero l’invisibile”

Francesco Mannu per il CDV

“Cresce il silenzio… La vista diventa capace di cogliere l’infinito”.  Si è svolto a Roma, dal 3 al 5 gennaio, il Convegno Nazionale Vocazioni 2019, dal tema “Come se vedessero l’invisibile”. Era presente anche una parte della nostra equipe che ha provato a cogliere il senso profondo del tema che guiderà l’anno vocazionale in corso. Tanti sono stati gli interventi e altrettante sono state le occasioni per poter interagire con i relatori, opportunità che hanno permesso di comprendere al meglio le relazioni proposte. Il primo giorno è stato aperto da un video che richiamava alcune riflessioni pensate da Federico De Rosa, un ragazzo “diversamente abile, diversamente felice”, come si è presentato lui. Il ragazzo poi, aiutato dal padre, ha risposto brillantemente attraverso un computer, alle domande proposte dai partecipanti, dando a tutti un esempio di vita Cristiana notevole e profonda. Ciò che ha dato modo di riflettere particolarmente, è stata la risposta data ad un partecipante, circa un consiglio ai sacerdoti di oggi sull’atteggiamento da adottare. Federico ha così risposto: “Ai sacerdoti e ai consacrati dico, non abbiate paura della nostra diversità. Includere non basta più. Bisogna valorizzare ciascuno. Avete un chierichetto down? E un catechista cieco? E autistici? Queste persone stanno sole a casa mentre voi dite Messa? Andate a stanarli. La Chiesa è una società al contrario del mondo. Da noi gli ultimi devono essere i primi”. La serata è proseguita con l’intervento di Padre Luciano Manicardi, priore di Bose, il quale ha proposto una relazione dal tema: Abitare il tempo per costruire la comunità. Ha messo in evidenza che “abbiamo bisogno di recuperare l’amicizia con il tempo per relazioni profonde. È tempo che sia tempo!”.
La seconda giornata di convegno è stata caratterizzata da due momenti coinvolgenti ed emozionanti allo stesso tempo, al mattino Guardare la realtà e al pomeriggio Riconoscere la santità. Il primo ha visto l’intervento di tre relatori, che hanno parlato del mondo digitale, della vita quotidiana e l’impegno sociale e infine del corpo e la preghiera. Il secondo invece ha visto protagonisti tre testimoni della santità dei nostri giorni: Mons. Tonino Bello, Chiara Corbella e i martiri Tibhirine. Alla sera, nella Basilica di Sant’Anastasia al Palatino, si è vissuta la Veglia di preghiera per le vocazioni, presieduta da Mons. Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare per il settore Centro e Segretario generale del Vicariato di Roma, aperta da una catechesi sull’incarnazione. L’ultima giornata di convegno ha dato spazio al primo confronto ufficiale sul sinodo dei giovani: I Giovani, la fede e il discernimento Vocazionale. Don Rossano Sala, rispondendo ad alcune domande proposte dai partecipanti, ha ricordato che “il percorso sinodale ci pone nella logica di un cambio di mentalità, di assumere la metodologia del discernimento come qualcosa che riguarda la vita della Chiesa”. Questo non è da vivere come la soluzione dei problemi del rapporto tra giovani e Chiesa, ma come l’inizio di un nuovo cammino da vivere fianco a fianco, con le mani in pasta, come ha ricordato Mons. Nicolò Anselmi, Vescovo ausiliare di Genova.
Ringraziamo il nostro Vescovo per la splendida opportunità che ci ha offerto nel partecipare a questo Convegno.

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